Sonia Agosti
Sonia Agosti nasce a Fiorenzuola d’Arda il 12 febbraio del 1973.
Attualmente vive e lavora a Villanova sull'Arda (PC).
Si è diplomata in Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2002 con la tesi in storia dell'arte dal titolo "L'eredità di Joseph Beuys". Prima di frequentare l’Accademia di Belle Arti di Firenze, è stata allieva di Gianfranco Asveri e nel 2009 è stata allieva di Giancarlo Baroni, pittore astrattista.
Ha partecipato a numerose mostre collettive e nel 2010 per la sua prima personale, ha esposto oli e carte presso la galleria d’arte di Piacenza “Studio Centenari”. Nel 2011 è stata selezionata per il 55° Premio Marina di Ravenna, un’importarte manifestazione artistica che vanta una tradizione pluridecennale nel campo della pittura italiana.
Mostre principali:
2011 “Premio Marina di Ravenna”, concorso per giovani pittori, Ass. Capit di Ravenna (Fo)
2011 “Alfabetomorso” collettiva, En Plain Air Arte Contemporanea, Pinerolo (To)
2010 " Agosti, oli e carte" - Studio Centenari, Piacenza
2009 " Collettiva" - Galleria Il Sipario, Parma
2009 "Idearte"- Stazione Leopolda, Pisa
2008 " Vernice Artfair" - Forlì
2008 "Giovanna d'Arco"- Salara, Bologna
2002 " Segno color, movimento" - Circolo degli artisti (Fi)
2001 "Giovani Artisti" - Accademia di Belle Arti di Firenze (Fi)
2000 "Giovane pittura a Gualdo"- Sesto Fiorentino (FI)
1999 "Ars nova 2000"- Chiostro di Sant'Agostino, Pietrasanta (Lu)
Sull’infinita catena dei segni
L’opera creativa nei suoi casi riusciti, destinata alla comunicazione intersoggettiva delle emozioni, possiede un potere evocatore che rende coscienti i ricordi a lungo termine, li fa condividere per empatia e possiede una pluralità di significati.
Su questo pro-fondo esistenziale di motivazioni, di cui Sonia è perfettamente cosciente, carte e quadri testimoniano un percorso, non rettilineo, evidentemente, e altrettanto evidentemente per motivi anagrafici, non univoco, però denso di vitalità, cioè animato di ansie, dubbi, gioie, angoscia, caso, delusioni, successi… Lungo l’itinerario, come nelle esperienze autentiche, vita e pittura, nel bene e nel male, s’intersecano avendo come obiettivo, come sogno, io credo, quello di identificarsi.
L’accettazione volontaria e convinta di regole, la delimitazione di un campo, risolve l’antinomia tra gratuità e massimo impegno, accostando la creatività artistica e il gioco.
In questa mostra Sonia espone soprattutto lavori su carta. E’ questo un materiale “povero” ma al tempo stesso denso di storie e di storia, estremamente duttile ma altrettanto fragile, aperto alla sperimentazione continua ma anche condannato alla frequente indelebilità delle tracce. Spessori cromatici e respiri di luce si alternano in spazi vibranti e seduttivi: la contrapposizione è l’anima stessa del suo fare. Qui troviamo, insieme con l’inventario della sua giovinezza, e cioè gli studi e i maestri, il processo nascente del suo discorso pittorico.
Nella pittura a olio il fare è evidentemente più complesso: la tecnica richiede, almeno per coloro che vi cercano luci, contrapposizioni, memorie e per di più un’originalità di linguaggio, tempi assai lunghi. I richiami esterni sono subdoli; compaiono riferimenti involontari, e, sotto gli spessori, asprezze indiscrete. Eppure io credo che qui stia il senso della pittura a olio in formazione di Sonia: nel contrasto tra la sua agilità fisica, nervosa, i suoi colori acidi e spavaldi, la luce dei suoi occhi di prato, e l’inquietudine interrogativa dei suoi quadri.
Scegliere di esporre significa prendere la parola, iniziare un dialogo: a noi (a me) l’atto autentico di guardare, di ri-conoscere. Per Sonia l’esercizio sarà molto, e solitario. Dovrà, io penso, liberare le ali dalle mani che cercano di scegliere un nome per i suoi fantasmi, che si aggrappano graffianti ai colori.
Alcuni sanno che nella creazione, nell’opera, esiste la possibilità del salto fuori dalla nullità. Consapevolezza e paura, inscindibili, rendono il linguaggio talora esitante, spesso irrequieto, quasi sempre inspiegabile.
Ma l’inspiegabilità dell’opera è la sua libertà.
Brenda Bacigalupo - Settembre 2010
